Remarketing e retargeting, questi sconosciuti
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05 Lug 2020

Remarketing e retargeting, questi sconosciuti

Spesso i termini vengono confusi ed usati come sinonimo ma, in realtà, non è proprio così, sebbene entrambi si incastonino nel campo del digital marketing. Stiamo parlando di remarketing e retargeting, due modalità con cui è possibile andare ad intercettare utenti, già acquisiti o potenziali (che siano dunque entrati in qualche modo in contatto con la tua attività), al fine di aumentare la possibilità di arrivare all'ambita conversione per il tuo sito o ecommerce.

Suonano pure allo stesso modo ma, appunto, sono due tecniche differenti, sebbene simili ed entrambe utili. Ecco perché abbiamo deciso di chiarirti le idee con un articolo che ti farà comprendere in cosa consistono tali differenze.

 

Importanza di Retargeting e Remarketing

Partiamo dal perché entrambe sono importanti: pensa che soltanto il 2% degli utenti che visitano il tuo sito per la prima volta, alla fine, si convertiranno. Per rendere tutti i tuoi sforzi il più efficaci possibile, non puoi dunque ignorare il restante 98% dei visitatori che approdano nel tuo sito, ai quali dovrai necessariamente rivolgerti. Dal momento che questa fascia di popolazione del web è comunque passata dal tuo sito dovrai dunque capire come riproporre a loro i tuoi servizi. Per riattirare l'utente sul tuo sito e, magari, fargli acquistare uno dei prodotti o servizi, è assolutamente necessario essere non troppo invadenti e rassicuranti, facendogli superare la barriera all'acquisto che ha incontrato durante la navigazione.

 

Perché l'utente abbandona il tuo sito web?

Esistono tre tipi di abbandono dell'acquisto, da parte di un utente. Eccole.

  1. Early funnel abandons: l'utente lascia il sito dopo pochi secondi.
  2. Mid funnel abandons: l'utente aggiunge un prodotto nel carrello ma abbandona il sito poco dopo.
  3. Late funnel abandons: l'utente aggiunge un prodotto al carrello, arriva fino al punto di acquistarlo ma ci ripensa e lascia il sito poco prima della conversione.

 

Retargeting in breve

Questa è una strategia punta a raggiungere chi ha già effettuato un'azione dentro al tuo sito web. Il comportamento degli utenti, infatti, è registrato dai cookies anonimi che tracciano la navigazione e ti consentono di raccogliere preziosi dati da poter utilizzare.

 

Come fare retargeting

I cookies di tracciamento interagiscono con le piattaforme di retargeting attive nei motori di ricerca e sui social media che, così, iniziano a mostrare al tuo potenziale acquirente annunci che possono riportarlo sul tuo sito. L'utilizzo di annunci su Google AdWords o inserzioni su Instagram e Facebook Ads è dunque importantissimo perché con esso puoi generare apposite campagne personalizzate per intercettare i navigatori che si sono già imbattuto nel tuo sito o nella tua pagina, tramite annunci dinamici (ad esempio banner animati o Call-to-action) che attirino l'attenzione ed incentivino all'acquisto. Magari anche con foto degli stessi oggetti osservati dall'utente.

 

Remarketing in breve

Tale tecnica prevede un invio, anche automatico, di email ai contatti che hanno palesato un'intenzione ma non l'hanno compiuta: ad esempio un navigatore potrebbe aver osservato e messo in carrello un oggetto del tuo e-commerce senza più acquistarlo. Ecco che tramite email glielo riproporrai ricordandoglielo o potrai proporgli articoli più o meno simili.

 


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Come fare remarketing

L'uso di email può essere fatto, ad esempio, con i Direct E-mail Marketing, i cosiddetti DEM. Con l'invio di newsletter che si rivolgano ad utenti già profilati potrai comunicare i tuoi messaggi commerciali o promozionali, stando molto attento a non scadere nello spam. Gli invii con tono rassicurante ed amichevole (ne consigliamo tre al massimo) vanno fatti a debita distanza l'uno dall'altro (es. uno dopo un'oretta, un altro dopo una settimana).

 

Attenzione!

Già, perché entrambi i sistemi, seppur strategici e fondamentali per una buona campagna di marketing, se usate nel modo sbagliato o inappropriato, possono causare danni alla tua attività. Per quanto riguarda il retargeting, ad esempio, la comparsa improvvisa di messaggi pubblicitari profilati può generare nell'utente diffidenza, irritazione se non addirittura timore: come è possibile che mi venga riproposto qualcosa che non ho più acquistato per qualche motivo? Ecco perché vanno usati con parsimonia ed intelligenza.

Per ciò che concerne invece il remarketing, come già detto il problema più grande a cui si potrebbe andare incontro è lo spamming, non solo in termine di segnalazioni di posta indesiderata ma anche di sentimento dell'utente. Anche in questo caso il miglior suggerimento che si può dare è di attuare una strategia che valuti tutti i costi ed i benefici, al fine di ottenere il massimo e non compromettere nulla.

 

Non esitare a contattarci per ulteriori informazioni.

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